BlogRead the Latest News

 

Con questo articolo spero di soddisfare la curiosità dei tanti che mi chiedono, molto spesso, come sia possibile pedalare durante l’inverno e farlo, oltretutto, con uscite dall’elevato dislivello.
Le componenti in gioco sono moltissime, le racchiuderei in tre categorie fondamentali: l’alimentazione, l’equipaggiamento tecnico, la componente mentale.

omardifelice cuorecaldo manifredde

ALIMENTAZIONE

Iniziamo con il tema più “semplice” da affrontare ma non meno importante degli altri. Partendo dal presupposto che le uscite invernali sono, solitamente, volte alla quantità e all’allenamento delle doti di endurance più che alla qualità (per quella c’è ancora tempo) potremmo, e dovremmo soprattutto, concederci qualche “stravizio lipidico” in più. Aumentare l’apporto calorico proveniente da fonti grasse non potrà che aiutarci nell’affrontare temperature rigide. Non sono nella posizione di consigliare dosi, quantità e apporti calorici esatti, per quello esistono gli esperti e i professionisti del settore. Mi limiterò, pertanto, a qualche semplice consiglio dettato dal bagaglio di esperienza accumulato in questi ultimi anni. Nel mio caso, eccezion fatta per le uscite a digiuno che utilizzo spesso in questa fase dell’anno, prima di un “lungo” al freddo o di una delle tappe delle mie traversate artiche, mangio senza contare le calorie. Un buon caffè caldo e/o una tazza di the al limone (dolcificato con miele o zucchero di canna) è sempre accompagnato da cioccolata fondente e pane energetico tostato (a base di noci, fichi e uvetta) su cui spalmo o burro e marmellata o della crema di nocciola. Durante le uscite, poi, cerco di non farmi mancare mai una fonte proteica derivante da paninetti a base di formaggio spalmabile e affettato (prosciutto crudo e bresaola sono i miei preferiti) alternandole a barrette a base di cereali e nocciole e anche qui pezzi di cioccolata fondente. Importante ricordarsi di bere acqua: il freddo spesso ci toglie il senso della sete ma in condizioni di freddo, in realtà, si incorre facilmente nei rischi derivanti dalla disidratazione. La classica sosta al bar per un the caldo e una fetta di crostata a metà uscita sarà il giusto modo per spezzare le fatiche derivanti dal freddo, provare per credere.

EQUIPAGGIAMENTO TECNICO

Entriamo nello specifico andando a definire due componenti distinte e importanti al tempo stesso. La prima riguarda la bici con cui affronteremo le uscite. La seconda l’abbigliamento di cui ci doteremo.

La bicicletta
Sta prendendo piede ormai l’utilizzo dei freni a disco anche sulle bici da strada. Inutile nascondere che, soprattutto in questo periodo dell’anno, dove le strade sono umide (se non ghiacciate) e spesso ci si imbatte in pioggia e maltempo, adottare i freni a disco ci consentirebbe da un lato di essere più sicuri in frenata, soprattutto in discesa, dall’altro di montare coperture di sezione maggiore (anche 28” se non 30”)
Fondamentale avere coperture sempre in ottimo stato, l’aderenza è messa a dura prova!

omardifelice wilier winter

omardifelice disc winter

omardifelice frozen bike

L’abbigliamento
Questo è il punto su cui ho sperimentato maggiormente. Anni di avventure artiche (e conseguentemente inverni interi trascorsi cercando di allenare il fisico e testando materiali per affrontare condizioni estreme) mi hanno portato a provare abbigliamento di ogni genere e fibre di qualunque tipo, dalle naturali alle sintetiche. Partiamo da un punto fermo: il miglior modo per proteggersi dal freddo è coprire il fisico con un primo strato molto aderente che non lasci passare l’aria. Nello specifico io utilizzo intimo aderente in lana merinos, sottoguanto (in caso di freddo oltre i -10/-15°C anche sottocalza e gambale aderente in lana) e uno scaldacollo che mi consenta di filtrare l’aria fredda e scaldare quella che finirà nei polmoni. Mani e piedi sono i punti più delicati: per questo l’utilizzo di un sottoguanto e di una sottoscala in lana è fondamentale. Nel caso delle scarpe, poi, bisogna specificare una cosa. La scarpa estiva, specialmente se molto leggera e tecnica, non è adatta all’inverno. Spesso ci si intestardisce con adottare doppi o tripli calzini, doppi o tripli copri scarpe e puntali, ma ci dimentichiamo che è la scarpa che dovrà farci rimanere caldo il piede. Pertanto, in inverno, bisognerebbe utilizzare sempre un paio di scarpe termiche invernali. Ormai ogni casa ne produce una e sarà un piccolo investimento che suggerisco a tutti. Oltretutto la scarpa invernale, proprio perché utilizzata per pochi mesi l’anno, durerà per molte stagioni nel nostro guardaroba.
Non da meno l’utilizzo di un sottocasco termico ed io sconsiglio altamente soluzioni come il passamontagna. Almeno fino a temperature prossime allo zero (diciamo tra -2/-3°C a +2/+3°) il passamontagna integrale crea subito un innalzamento della sudorazione con conseguente raffreddamento dato dall’aria che si scontra sul nostro viso. Ecco fatto che, un accorgimento apparentemente “utile” può diventare un vero e proprio boomerang!
Lo stesso, quindi, vale per il resto dell’abbigliamento: vestirsi a strati con capi termici al fine di poter sempre regolare tramite vestizione/svestizione il clima corporeo. In salita avremo piu caldo, in discesa avremo bisogno di capi asciutti con cui coprirci e così via.

omardifelice winter ride

brynje

scarpe ksyrium

IL SEGRETO... E’ LA TESTA

Questo è l’aspetto su cui vorrei soffermarmi maggiormente. Come in ogni altro ambito del nostro sport, uno sport fatto di passione, sudore e sacrificio, è proprio nella testa che si trova la chiave di ogni cosa.
Il freddo, nel mio caso, da ostacolo per la pratica dello sport, è diventato punto di forza della mia attività. Arrivare ad amare il freddo è possibile, se veramente lo si vuole. Non aver paura di affrontarlo è il primo passo verso il superamento dello stesso: è chiaro che non bisogna trascurare nessuno dei punti trattati finora, quelli devono essere la base affinché un’uscita invernale sia prima di tutto un piacere e non un’agonia.
E’ proprio la testa il motore che ci permetterà di far diventare l’inverno, da stagione di “letargo” a uno dei momenti migliori per allenarsi. Il freddo aiuta il recupero, l’allenamento di qualità di fondo ed endurance, la stimolazione del metabolismo dei grassi, senza dimenticarci di quanto, in inverno, ci siano strade spesso desolate e poco trafficate che ci apriranno davanti agli occhi panorami di una bellezza difficilmente fruibile in altri momenti dell’anno.
Ho negli occhi il panorama silenzioso di una salita dolomitica affrontata nel cuore dell’inverno, il silenzio assordante del vento artico, il buio rotto solo dalle luci dell’aurora boreale o anche solo il lungomare privo di macchine durante una giornata spazzata dal vento di tramontana.
Cerco ogni giorno di raccontare la bellezza di quella stagione da molti temuta e da pochi amata. Una stagione in cui in realtà, la natura, nel suo lento addormentarsi si mostra nella sua veste più reale.
Non so se amerete l’inverno come lo amo io, ma provarci in fin dei conti non costa nulla!

omardifelice love arctic

Next challenge - La prossima sfidaRace Across Italy

29.04.2017 - 12:10 o'clock

Countdown
expired


Since



Site Search

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella "Cookie Policy". Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la "Cookie Policy". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.