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Eccomi alla vigilia della prima tappa, dal mare si salirà sui Pirenei, sino a La Pierre Saint Martin per la prima impegnativa giornata d’alta quota. Seguitemi!

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La vigilia

Ci siamo! Dopo 2000 km di auto in due giorni finalmente sono arrivato ad Anglet, sulla costa atlantica dei Paesi Baschi. Da qui, domattina, alle ore 7.30 partirà la Haute Route, durissima corsa a tappe di 7 giorni che arriverà a Tolosa.

Perchè i Pirenei?

Ho scelto la settimana di ferragosto, che ha coinciso con la Haute Route Pirenei, per motivi di calendario (la settimana è quella ideale per portare a casa chilometri e dislivello in vista della Ultracycling Dolomitica, avendo a disposizione poi 15 giorni per il completo recupero) e di percorso. Le salite pirenaiche mancano nel mio personale “archivio” e visto che nel 2016 partirò proprio da Pau per la mia avventura nostop #cimedellaleggenda (2200 km e oltre 50 mila metri di dislivello con arrivo in cima al Passo dello Stelvio) quale occasione migliore per testarle tutte insieme?

Il timing della vigilia

Come mia abitudine niente sveglia. Stamattina ho lasciato che il fisico, provato da due giorni di viaggio in auto, decidesse quando alzarsi dal letto. Così, strappo alla regola e via a colazione alle 8.30, per un abbondante pasto completo: cereali, yogurt, pancake e pane scuro abbinato in parte con proteine (formaggio magro e affettato di pollo) e in parte con zuccheri (burro e marmellata). Amo abbondare a colazione avendo l’usanza di saltare il pranzo o sostituirlo con qualcosa di leggero.
Alle 11 sbrigate tutte le formalità: ritiro del numero, ritiro delle borse che conterranno i miei bagagli per i prossimi 7 giorni (e che l’organizzazione ci farà trovare ad ogni sede di arrivo ed albergo) e check sulla bici.
Alle 13 in sella per una rapida e facile sgambata di 2 ore cui ha fatto seguito una doccia veloce, ideale per togliere i residui della stanchezza e un fugace pasto a base di gelato alla crema (ottimo come sostitutivo di un pasto!)
La cena sarà anticipata rispetto alle mie abitudini romane per far si che si possa andare a dormire entro le 23: domani la colazione sarà alle 5.30 vista la partenza da Anglet alle 7.30.

La bici

Correrò ovviamente con la mia Wilier Zero.7 tirata a lucido per l’occasione e dotata di misuratore di potenza, che mi servirà per registrare tutti i dati buoni in vista della Ultracycling Dolomitica. Non dimenticate, quindi, di seguirmi anche su Strava se siete incuriositi dalle intensità che si terranno durante i 7 giorni di gara! Partirò con l’assetto più estremo possibile: 6.3 kg di peso grazie alle ruote Mavic Cosmic Ultimate e al gruppo Sram Force 22. Davanti rapporti 52x38 e dietro la scala 11-32 per far fronte a ogni esigenza. La sella, come al solito, sarà la nuova Concor Carbon FX Narrow di Selle San Marco e registrerò tutti i dati grazie al misuratore di potenza Quarq e al Suunto Ambit 2

Cosa porterò in gara?

Dal punto di vista delle riparazioni avrò con me il kit SKS Germany composto da bomboletta gonfia e ripara + eventuale bomboletta Co2 per ulteriore gonfiaggio e della colla attack in caso di bisogno per la riparazione di piccoli fori  sul tubolare. Inoltre avrò con me il multiuso SKS in caso di piccoli guasti
Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, trattandosi di una corsa sotto le 5 ore avrò dei gel e delle barrette, da alternare con un paio di paninetti dolci.
Per il resto telefono, documento ed eventuali soldi di scorta… Mai dire mai!

Sensazioni e obiettivi

Raramente mi faccio trovare impreparato, le sensazioni di conseguenza sono ottime. Ovviamente nell’ultimo mese, caricato dalla splendida vittoria a Le Tour du Mont Blanc, sono riuscito a lavorare con serenità e serietà portando a casa 2 settimane di lavori intensi in altura a Sestriere. La corsa a tappe mi servirà per trasformare quei lavori e riprendere un buon ritmo in vista dell’ultimo grande obiettivo di stagione: la Ultracycling Dolomitica. Nonostante ciò, però, non sarò qui a fare la comparsa. Per me questa corsa sarà anche un buon banco di prova, per cui vorrei focalizzarmi in primis su un buon piazzamento in classifica generale. So che le prime tappe saranno “out” per me. Molti avranno condizione e freschezza per portarle a casa, per cui il mio primo “goal” sarà cercare di limitare i danni e provare a non perdere troppo in vista di una top ten che rimane il mio obiettivo principale. Se poi, durante una di queste giornate, trovassi la condizione ottimale potrei provare a “puntare una tappa”: in realtà ho già posto un paio di cerchietti rossi, ma ve lo svelerò al momento opportuno!

I Favoriti

La vigilia ci ha presentato in gran forma il tedesco Stefan Kirchmair, collega e coequipier in Mavic e Giuseppe Di Salvo. Loro saranno, a mio modo di vedere, i favoriti. Da tenere in considerazione anche David Polveroni e Loic Ruffaut: il duo francese sarà agguerritissimo! Tra gli outsider di lusso inserirei anche l’italiano Andrea Nicosia che, dopo aver vinto la Haute Route Pirenei nel 2014 quest’anno si cimenterà nella tripla corona.
Per quanto mi riguarda mi limiterò a studiare e osservare i miei rivali cercando di insinuarmi nelle pieghe di una corsa che si preannuncia davvero di spessore.

La tappa

La tappa sarà complicata da interpretare. Lunga 137 km, partirà dalla costa atlantica battuta da un fortissimo vento, e i primi 50 km saranno dei lunghissimi su e giu inframmezzati da rotonde e passaggi complicati. Gli atleti saranno tutti pieni di energie ed entusiasmo, per cui bisognerà stare attenti: tutti vorranno stare davanti almeno fino alla prima salita, il Burdincurutcheta che effettuerà una selezione iniziale. L’arrivo in quota a La Pierre Saint Martin sarà il banco di prova per le ambizioni di tutti i favoriti della vigilia. Occhi ben aperti durante le prime due ore di gara e attenzione massima ad evitare cadute e ventagli pericolosi. Il resto lo farà la salita!

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17.02.2026 - 15:00 o'clock

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