fbpx

BlogRead the Latest News

 

Ecco un primo resoconto della mia Haute Route Pirenei dopo aver superato anche la metà, con la temutissima tappa che comprendeva la scalata al Tourmalet al Col d’Aspin e l’arrivo in quota al Col d’Azet.

omar hr st1

La gara

Il roster dei partenti lasciava presagire un livello molto più alto non solo rispetto alla passata Haute Route dei Pirenei, ma in generale, rispetto a tutte le Haute Route (Dolomiti ed Alpi) sin qui corse. Ciò nonostante nessuno si sarebbe mai atteso un tale sviluppo della corsa che, sin da subito, ha fatto registrare ritmi mai visti e velocità di scalata ai limiti dell’incredibile.
La compagine belga, il tedesco Kirchmair (attualmente leader) il forte duo francese composto da David Polveroni e dall’élite Loic Ruffaut nonché l’ex pro Giuseppe Di Salvo, hanno infiammato da subito la gara. Per quanto mi riguarda posso ritenermi più che soddisfatto di quanto fatto sinora, con un quattordicesimo posto nella classifica generale che sarebbe potuto essere qualcosa di più se non avessi perso molti minuti (a causa di un errore di cronometraggio e per una sosta fuori programma) durante la prima tappa a La Pierre Saint Martin, e mi fossi gestito meglio durante la maxi fuga del secondo giorno sul Col de Marie Blanque. Il bilancio resta positivo, in considerazione del fatto che nelle ultime due giornate ho fatto registrare comunque tra i migliori tempi nelle ultime ascese di giornata (Col d’Azet oggi, Hautacam ieri)
Mantenere una posizione tra i primi 15 sarà difficile ma non impossibile, anche se resta aperto il sogno (seppur improbabile da realizzare) di una top ten finale

Il recupero

La parte più importante, cimentandomi nelle ultracycling marathon, era proprio il recupero ed è questo l’aspetto che mi sta regalando le migliori risposte. Nonostante venga da 3 settimane di altura sto assimilando molto bene i lavori fatti sin qui in quota e mi ritrovo, giorno dopo giorno, a recuperare sempre meglio.

L’alimentazione

L’unica nota stonata deriva dalla difficile gestione dell’alimentazione. Per me, che sono abituato a dei ritmi cadenzati, dover cambiare abitudini ha avuto un’influenza negativa anche se sto cercando di aggiustare il tiro adottando piccoli trucchi e andando ad alleggerire il carico per il mio apparato digerente, messo a dura prova soprattutto durante le prime due tappe. Via il caffè e tutti i cibi “a rischio”, abbondanza di acqua e cura minuziosa nel reintegro delle scorte di glicogeno subito dopo la tappa.

Le aspettative

Domani mi attenderà la cronoscalata, 11 km con pendenza media al 9.5% da Saint Lary Soulon a Pla d’Adet. Cercherò di non perdere tempo rispetto ai miei rivali diretti ma, soprattutto, di non “finirmi” in vista della durissima maratona pirenaica del giorno successivo, ultima vera tappa massacrante con oltre 130 km e 4000 metri di dislivello. Cercherò le ultime risposte in vista della Ultracycling Dolomitica che si correrà a 14 giorni dalla fine della Haute Route e che resta il mio ultimo vero obiettivo di stagione.

Next EventThe Great South America

17.02.2026 - 15:00 o'clock

Countdown
expired


Since

Site Search

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella "Cookie Policy". Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la "Cookie Policy". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.